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Tante ‘chiacchiere’ per niente. La storia e le bugie della classica ricetta di Carnevale

Feb 16, 2021 | Dolci | 0 commenti

Classica ricetta delle chiacchiere di carnevale, da preparare in tutto il periodo delle feste mascherate. Pochi ingredienti, sempre disponibili nella dispensa e pochi minuti per prepararle.

Tante ‘chiacchiere’ per niente. La storia e le bugie della classica ricetta di Carnevale

16 Feb 2021 | Dolci | 0 commenti

Classica ricetta delle chiacchiere di carnevale? Quando parliamo di dolci tradizionali sappiamo che non è uno scherzo dire classica e originale di un posto.  Stessa sorte degli struffoli di natale, chiamati in mille modi diversi. Anche per la ricetta delle chiacchiere è toccato lo stesso destino o forse peggio.

Ogni regione ha trovato il proprio nome per definire in sostanza la stessa ricetta dello stesso periodo. Perché è bene ricordare che in Italia, la divisione geopolitica in ducati, feudi e “statarelli” vari, non ha mai fermato la tradizione culinaria, nella quale invece abbiamo sempre ritrovato l’unità (o quasi diciamo).

I nomi regionali delle chiacchiere

Chiacchere o meglio dire Chiacchiere, è il nome più comune che viene utilizzato per denominare questo semplice dolce della tradizione. Lo ritroviamo con questo nome, in Umbria, in parte dell’Abruzzo e nel basso Lazio. Sicuramente si chiamano chiacchiere in tutto il meridione o quasi: Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia. Tutti penseranno si chiamano chiacchiere e sono del sud. Assolutamente no!

Si chiamano chiacchiere anche a Milano e in alcune zone della Sardegna eppure nella parte settentrionale dell’Emilia.

Giacché ci siamo: a Bologna si chiamano Sfrappole e in parte della costa romagnola si chiamano Fiocchetti.

Bugie in Piemonte e Liguria. Sfrappe nelle Marche e Cioffe nella parte restante dell’Abruzzo. Ma siccome il Molise è una regione molto grande, in una parte si chiamano Cunchielli.

Poi nuotiamo per tutto il tirreno e ritorniamo in Sardegna dove metà degli abitanti le chiamano Maraviglias.

Roma e dintorni si dissocia dal resto del Lazio e le chiama Frappe.

Cróstoli (cróstui) o gròstoi in Trentino e Friuli Venezia Giulia, Risòle in Piemonte. Non è finito: Galani (zona tra Verona, Padova e Venezia)

Strufoli (con una F) in Maremma Toscana, Gale (o Gali) a Vercelli e Novara, Lattughe in provincia di Brescia e di Mantova. Insomma se ho dimenticato qualche nome perdonatemi e mettetelo nei commenti.

Le origini delle chiacchiere

La storia delle chiacchiere è appena cominciata quindi state a sentire. Secondo le cronache storiche, questi dolci si fanno risalire agli antichi romani che, guarda caso, nello stesso periodo preparavano le frictilia, esattamente nel periodo dei Saturnali che non è altro che il carnevale nell’antica Roma.

Quindi questi dolci sono proprio antichi? Eh mi sa proprio di si! Soprattutto se sono presenti nel ricettario romano saranno arrivate ovunque e guarda caso sono in tutta Europa e parte dell’Asia Occidentale. E anche in quei paesi molti le chiamano diversamente.

La storia del nome delle chiacchiere, invece, si fa risalire alla legenda di corte che vede attribuito il nome per una richiesta bizzarra della regina Margherita di Savoia, la quale richiese un dolce da gustare durante le chiacchiere con gli ospiti presenti.

Va bene adesso basta! Troppe CHIACCHIERE passiamo alla ricetta.

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Preparazione

In una ciotola disponete la farina, alla quale aggiungerete il burro che deve essere morbido e a temperatura ambiente. Lavorate con le mani la farina e il burro in modo da distribuire il grasso. Infine aggiungete lo zucchero, le uova, il liquore, la scorza di limone, un pizzico di sale e bicarbonato.

Lavorate insieme e una volta formato l’impasto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo almeno mezz’ora.

Stendete l’impasto finemente con il mattarello. Potete usare anche la macchinetta della pasta per ottenere una sfoglia di 2 mm circa.

Tagliate, con la rotella dentata, le chiacchiere di carnevale nelle classiche forme a nastrini o rombi e quadrati.

Friggete in abbondante olio di semi fino a doratura. Scolate e disponete su carta assorbente, poi impiattate e cospargete di zucchero a velo.

Ingredienti

300 gr di farina 00
50 gr di zucchero
2 uova medie
40 gr di burro temperatura ambiente
½ bicchiere di liquore a scelta
buccia grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato

olio di semi di girasole per friggere
zucchero a velo

 

ricetta delle chiacchiere di carnevale

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Tante chiacchiere per tante bolle: ricetta storia e curiosità
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